Zaky: udienza per la scarcerazione rinviata al 12 luglio

(ANSA) – BOLOGNA, 28 GIU – Ancora un rinvio per l’udienza di
Patrick Zaky, lo studente dell’Università di Bologna detenuto in
Egitto per reati d’opinione da oltre tre mesi. L’udienza per il
rinnovo della detenzione che si sarebbe dovuta tenere davanti a
un giudice per la prima volta, è stata infatti rimandata al 12
luglio. Lo rende noto la rete internazionale di attivisti per la
sua liberazione Oggi, infatti, Patrick avrebbe dovuto comparire davanti alla
Corte. Il caso sarebbe dovuto essere riesaminato da un giudice,
invece che da un procuratore, per la prima volta da quando la
Corte d’Appello per i reati minori di Mansoura ha respinto il
suo appello per l’ordinanza di detenzione del 15 febbraio.
    Le ultime 9 sessioni di udienza programmate sono infatti
state rinviate e la sua detenzione è stata rinnovata senza la
sua presenza e quella dei suoi avvocati. “Speravamo – dicono gli
attivisti – che l’udienza di oggi rispettasse i requisiti legali
e costituzionali per la difesa del diritto alla difesa,
trasferendo Patrick alla sessione, e permettendo ai suoi
avvocati di essere presenti e di presentare pienamente la loro
difesa”.
    Zaky, peraltro, potrebbe essere escluso dal provvedimento di
grazia nei confronti di 530
detenuti annunciato dal presidente egiziano Al Sisi per
l’emergenza Coronavirus. Il portavoce di Amnesty Italia,
Riccardo Noury, rilancia all’ANSA l’appello per una liberazione
dello studente dell’Università di Bologna.
    “Dai primi dettagli sul provvedimento di grazia annunciato
dal presidente egiziano Al Sisi nei confronti di 530 detenuti –
dice Noury – emergerebbe che questo riguarderà solo detenuti che
hanno scontato parte della condanna. Il che potrebbe voler dire:
fuori dal carcere ladri, corrotti, criminali comuni, magari
anche assassini e dentro prigionieri innocenti per il mero fatto
che da settimane o mesi sono in attesa di giudizio. Se questo
provvedimento è una misura anti-Covid i primi a dover uscire
sono gli ammalati gli innocenti: Patrick è l’uno e l’altro. Per
questo chiediamo una ‘eccezione-Zaky’ e ringraziamo i
parlamentari che stanno accompagnando questo sforzo verso
l’obiettivo che speriamo sia raggiunto al più presto possibile,
di avere Patrick libero”. (ANSA).
   


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